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Il culto della tradizione


Ho dichiarato nel capitolo dedicato ai criteri di lavoro quanto io apprezzi l’armagnac prodotto nel modo tradizionale; non posso quindi esimermi dal citare cinque produttori che hanno scelto di sottostare a un vincolante disciplinare che loro stessi si sono dati e che si basa su procedure storicamente attestate per la produzione di armagnac.

Segnalo sinteticamente quanto hanno convenuto di seguire in quella che hanno definito la “ Carta dei Crus Leggendari”.

Tutto il ciclo produttivo deve avvenire all’interno della proprietà: vendemmia, vinificazione, distillazione, invecchiamento, messa in bottiglia e commercializzazione.

Inoltre invecchiamento in legno (preferibilmente della zona), nessuna riduzione del titolo alcolico, etichetta con anno di distillazione e d’imbottigliamento e uno stock d’invecchiamento di almeno venti anni.

Sono le condizioni ideali e non tutti se le possono permettere, ma questi signori producono armagnac da diversi decenni, con eccezionali risultati.

Cercare sempre di offrire il meglio, mi pare assolutamente encomiabile e degno di essere menzionato.

Si tratta di Gilles e Jean Vianney de Boisséson, Stéphane de Luze, Yves Grassa, Pierre Laberdolive e Martine Lafitte.

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